La vicenda del Pd di Castellammare, e se si scavasse tra gli iscritti non solo del Pd, ma di tutti i Partiti, si aprirebbe il vaso di Pandora, deve farci riflettere su due dati: il primo, è che oramai, da decenni, la politica, quella che si dovrebbe svolgere nelle "Sedi" dei partiti territoriali, o si svolge nelle stanze dei comuni di appartenenza, oppure nei salotti dell’Onorevole o del Consigliere, oppure in qualche associazione creata ad hoc (tanti o pochi iscritti, senza partecipazione) per lanciare il fumo negli occhi ai "simpatizzanti" (per il livello nazionale di riferimento) che al momento opportuno (campagna elettorale) rappresentano la "monetizzazione" della candidatura nelle istituzioni.
Il secondo dato è la credibilità, già minata, della funzione del Partito e la cattiva considerazione della gente "per bene" verso esso: Moro dal carcere delle Br raccomanda tanto, ma tanto, al Figlio di allontanarsi dopo averne fatto quel minimo di esperienza che serve a farsi un idea di cosa sia: siamo nel 1978. 30 anni fa: nulla è cambiato?
E la Democrazia? La Partecipazione Democratica? Quella che ci rende liberi e consapevoli della "condizione"? Quella che ci fa essere veri contro "l’affarismo clientelare"?
Quella è ridotta a farci dire "sì sì" ,"no no": dal "sì" o al "no" sul Link pubblicitario del Web prima di leggere un qualcosa a quello delle idiozie del consumismo imperannte, fino all’ avanzata di veri e propri nuclei familiari, sorti dal nulla solo perchè il papà o la mamma o il marito o la moglie o il fratello è Sindaco, Assessore, e chi più ne ha più ne metta.
Senza un percorso politico formativo ed oggettivamente condiviso: altro che origine socialista o popolare, sembra più un pratica elitaria.
Muore la Partecipazione Democratica alla Discussione, diventa arida e lasciata alla mercè (proprio da chi, frantumati i Partiti, ha illuso una generazione di "giovani impegnati": su una nuova cultura politica e sulla Lotta al Malaffare) di Clan e di gente senza scrupoli.
Castellammare, ma anche Acerra.
Un Sindaco onesto (come se l’onestà fosse un merito, e non una cosa normale), d’accordo, ma che non solo non ha vissuto e partecipato alle discussioni immediate sulle problematiche politico amministrative supportando i consiglieri comunali, ma che una volta sul trono (sintomi: già prima, in campagna elettorale, con il figlio Enrico a fargli da segretario: non c’ era qualche giovane di cui fidarsi che non fosse il proprio figlio?) ha piazzato la propria figlia come candidata delegata al Congresso nazionale del Pd, e stamattina in piazza Castello battesimo con l’altra donna Rosanna Correra (meritevole: la strategia silente del 50%?) sotto gli applausi del "codazzo". Capisco Berlusconi e certa (non la destra) cultura Liberale che vorrebbe riportare l’ Italia a prima della Costituzione nata dalla Resistenza al NaziFascismo (è sempre bene ricordarlo), ma non la Sinistra ed un Partito Democratico nato non dalle ceneri, ma da un percorso politico consolidatosi nell’esperienza dei parlamentari e consiglieri dell’Ulivo.
Un codazzo (Clan) ed un familismo da sempre combattuto dal Sindaco: sembra che una volta sul trono, l’ATTACK sia diventato un dettaglio trascurabile. La mancanza di valori condivisi dialetticamente, vuoi anche per la "tabula rasa" effettuata da Veltroni sugli ultimi vent’anni di politica nazionale, con il conseguente annullamento di tutte quelle esperienze ed atmosfere, che caratterizzavano un clima di amicizia e di operosità per la costruzione di una memoria comune. Lle beghe nazionali degli stessi Franceschini, che sembra ce l’abbia a "morte" con D’ Alema ("padre costituente" del Partito Nuovo e dei Democratici di Sinistra prima: un altro freno al Work in Progress del Pd in quanto certe sfumature assumono "momenti di perdita di tempo e di faziosità nelle discussioni territoriali: l’eterno"conflitto" vecchio orgoglio PCI/DC e la conseguente alimentazione dell’ inciucio nei meandri delle discussioni), e Bersani, hanno creato un ulteriore caos, il livello nazionale e quello di base sembra abbiano un unico comun denominatore: il potere per il potere.
Chi crede che la politica possa essere gestita su una postazione di computer ha perso completamente la testa e lancia definitivamente un macigno sul progresso delle classi sociali umili, impiegatizie ed intellettuali; per non parlare del sottoproletariato che trasformandosi nella forma a causa di uno sviluppo scellerato e consumistico ha assunto connotati autodistruttivi e di supporto molto, ma molto più enigmatico al malaffare: quali Valori? Ah! Come aveva ragione Pasolini quando affermava che "il Proletariato di oggi sarà, visto lo scempio dello Sviluppo, Sottoproletariato di domani". Sono passati 35 anni, e non si era sbagliato.
Mancanza di un leader (leader... colonna della cultura del maggioritario: il proporzionale dava più spazio ad una cultura politica di mediazione e di equilibrio), mancanza di partecipazione da parte dei cittadini alla discussione, pessima considerazione della gente sulla politica, affermazione e successo al Sud del Berlusconismo: questa la semplice condizione, senza andare nei suoi "meandri".
Il Partito Democratico esiste? Cos’é? E l’esperienza dell’ Ulivo era veramente da buttare?
Castellammare/ Acerra: nessuna differenza, se non il Mare.
Opero nel mondo bancario e della comunicazione da 22 anni.
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