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7 buone ragioni per darsela a gambe se un editore...

Sappiamo tutti molto bene quanto pubblicare un romanzo nel modo giusto sia anche la strada per il successo. Distribuzione, vendite, affermazione personale tutto questo passa da lì, dalla prima pubblicazione che farete e da come andrà il libro.
Ecco perché bisogna fare le scelte giuste!
In questo articolo ho selezionato almeno 7 buone ragioni per darsela a gambe dall'editore sbagliato, ovvero sette modi per evitare di perdere il nostro tempo e anche il nostro denaro correndo dietro all'editore sbagliato! Buona lettura!

E' da molto tempo che medito di scrivere un articolo franco sul mondo dell'editoria che ho conosciuto e che sto conoscendo.

Prima di tutto perché ne sento il bisogno. Ricevo troppe mail o commenti in cui autori esordienti, più o meno come me, sono smarriti di fronte a proposte di editori o presunti tali difficili da decifrare.

Poca chiarezza = scelta non sempre azzeccata. Anzi, quasi mai.

I video che pubblico sul mio canale YouTube (cui puoi iscriverti cliccando qui, scusate se insisto ma devo raggiungere 1000 iscritti, senza il vostro aiuto la vedo dura :lol: ) sono stati fino ad ora utili a districarsi nel post pubblicazione.

Ma ancora non abbiamo detto abbastanza di come agire prima.

Se non discutere se sia meglio buttarsi sul self publishing, sugli editori tradizionali, addirittura a pagamento, crowdfounding e chi più ne ha più ne metta.

Questo articolo non parla di quale di questi metodi sia il migliore. Ognuno trova quello che in quel momento gli è più congeniale e fa al caso suo.

Questo articolo vuol essere una piccola guida di sopravvivenza per autrici e autori esordienti nella giungla dell'editoria tutta.

Ho detto piccola, ma non significa che non possa via via arricchirsi, un po' con l'esperienza e un po' con i vostri suggerimenti.

7 buone ragioni per fuggire a gambe levate se un editore....

7.1 Risponde subito alla vostra email.

In genere ogni casa editrice, a seconda della sua dimensione e notorietà, riceve in genere dai quattro-cinque fino ad arrivare anche a più di dieci manoscritti al giorno.

Anche ammettendo che non abbiano arretrati di alcun genere e un esercito di lettori pagati per discernere quelli da considerare e quelli da buttare subito (con professionalità da falciatori da lasciarvi esterrefatti) per esaminarli tutti ci vogliono giorni, forse settimane.

Volete che ci mettano un pò a leggere il vostro bel componimento?

Volete dar loro la possibilità di discuterne con chi di dovere per sostenere la causa della vostra pubblicazione?

Volete che facciano una piccola indagine di "mercato" su chi siete e cosa potete portare come dote personale?

Insomma, tempo ce ne vuole. Di sicuro un giorno solo non basta.

Dunque se ricevete una mail il giorno dopo il vostro invio, nel 99% dei casi si tratta di EAP - ovvero editore a pagamento.

Ne parleremo ancora, nella postilla di questo post.

7.2 Non è chiaro il motivo per cui apprezzano il vostro manoscritto

Frasi come "La storia è molto interessante", "di una modernità straordinaria" , "romanzo attuale" e così via non hanno alcun senso se non sono contestualizzate nella trama o circoscritte ai personaggi, alle scene cui si fa riferimento.

Non è difficile capire se hanno letto davvero. Basta fare queste domande e ascoltare le risposte. Se non vi garbano, sapete cosa fare.

Sappiate dire dei no, come abbiamo visto quando abbiamo ragionato della fiducia che migliora la nostra capacità di scrittura.

7.3 Vi chiede dei soldi per la pubblicazione

L'ho messa a questo punto solo per motivi cronologici, ma di gran lunga questa è la Ragione per scappare a gambe levate!

Pensateci un attimo: se anche con le sue lusinghe l'editore dovesse avervi convinto che è lui quello con cui pubblicare, tra tanti, un imprenditore che crede nel suo prodotto non investe di tasca sua?
Per quale ragione farsi coprire interamente le spese della pubblicazione?

Le forme possono essere molteplici: acquisto garantito di un certo numero di copie, contributo alla pubblicazione, pagamento di correzione di bozze e editing, e chissà che altro la fantasia umana può concepire.

Allora ci crede o non ci crede nel tuo romanzo?

E se i costi dell'operazione sono interamente a carico vostro, quale interesse potrà avere a distribuirlo, farlo conoscere, promuoverlo?

Sarà già rientrato del suo investimento. Tutto sarà sulle vostre spalle. Pensateci bene.

7.4 Non vi dà alcun ruolo nelle fasi di revisione e preparazione del testo per la pubblicazione

L'opera è vostra ma metterla sul mercato spetta a loro. Siamo perfettamente d'accordo.

Quello che avete sottoscritto con l'editore è un sodalizio e come tale deve prevedere un dialogo, mi verrebbe da dire alla pari, tra di voi.

Uno ha scritto, l'altro pubblica. Il vostro interesse è comune.

Editare l'opera correttamente, correggere le bozze, fare una buona copertina, sono tutte azioni che spettano all'editore in collaborazione con voi.

Avete ceduto i diritti ma l'opera è vostra. Vostro è il nome che la accompagnerà sugli scaffali delle librerie, vostro il volto che girerà per le città a parlarne (non sai come fare a presentare il tuo libro in pubblico? Dai un'occhiata a questo video)

Se non vi coinvolge non ha in mente di collaborare. Non è una buona carta di presentazione a mio avviso.

7.5 Non è disponibile a discutere i dettagli del contratto

O peggio, non vi propone nessun contratto!

Gli accordi sono tali perché vedono la partecipazione di entrambi i firmatari e nei contratti ci sono una serie di contenuti che sono di garanzia per l'autore e per l'editore.

Royalties, rendicontazione delle vendite, cadenza dei pagamenti, rilascio di regolare documento che attesti le vendite ai fini della denuncia fiscale, tempo di durata del contratto (meglio breve) e cessione dei diritti (totale o parziale) impegno a pubblicare un certo numero di copie, garanzie sulla distribuzione in Italia, e quant'altro vi venga in mente di utile.

Sono tutte condizioni che devono trovare posto in un regolare contratto.

Provate a dare un'occhiata a quanto suggeriscono gli  Scrittori in causa a proposito di un buon contratto editoriale.

Il loro blog è una fonte utile per chi deve districarsi nella giungla dell'editoria per la prima volta. E anche dopo :-D

Il contratto è l'unica cosa che vi tutelerà quando le cose non saranno più idilliache come all'inizio. Provare per credere (io ci sono passata).

7.6 Dopo la pubblicazione scompare

Certo, questa non potete consocerla prima, la scoprirete solo vivendo!

Ovvero non mentre accade tutto, ma dopo che tutto è accaduto, ovvero dopo che l'editore ha ottenuto il suo scopo.

Lui ha confezionato un comunicato stampa e una seire di eventi più o meno numerosa per dimostrare la sua buona fede. Ma si attende che il grosso lo facciate voi.

E se non avete una rete di librerie amiche o di associazioni amiche o di altro che possa venirvi in mente, i giri promozionali finiranno subito e il vostro romanzo finirà ahimè presto nell'oblio.

Se dopo la pubblicazione le telefonate si diradano di molto, le risposte, che prima avvenivano nell'arco della giornata ora si fanno attendere a lungo, beh, avrete capito ex post che non era l'editore per voi.

Non è detto che sia un cattivo editore, solo che non è quello che vi serve.

E se si tratta di un editore a pagamento ne saggerete tutto il peso proprio in questa fase.

Dopo aver insistito e avervi sfinite di telefonate mentre dovevate pubblicare, al fine di garantirsi la vendita (del loro prodotto libro a voi, che avevate capito).

Dopo avervi riempito di lusinghe sul vostro meraviglioso romanzo, su come sarà apprezzato eccetera eccetera,

all'improvviso sparirà.

Normalmente sarà dopo aver incassato l'assegno che avevate accettato alla fine di pagare. In fondo non vi conosce nessuno, siete un investimento a rischio. Non è così che vi ha detto?

7.7 Non vi distribuisce

Pubblicare con l'editore sbagliato significa anche non avere la distribuzione che vi aspettate. La vostra amica fiorentina è andata in libreria a cercare il vostro libro e, nonostante vi avessero giurato che in tutta la catena pinco pallino si poteva trovare, non lo trova.

Non si perde d'animo e lo ordina. Salvo sentirsi dire che non è possibile riceverlo perché è fuori dalla distribuzione ufficiale.

Non è bello.

Come non è bello sentirsi dire da qualcuno che ha provato ad acquistarlo cartaceo on line, e che, preso dalla disperazione, si è sentito dire che il libro, forse, arriverà a fine mese.

Forse le copie cartacee promesse non ci sono?

Forse la distribuzione che avevano giurato fosse per tutta l'Italia è in realtà una bufala?

Tutto è possibile, ma scoprirlo dopo è troppo tardi. Fatevi garantire nel contratto la distribuzione, nome e cognome, e la catena di librerie che lo venderanno.

A me l'avevano detto a parole, non sono stata abbastanza sveglia da farmelo mettere per iscritto. Non fate il mio stesso errore.

L'editore col mandolino degli altri

E veniamo al succo di questo post.

Quello che ho voluto dire con queste sette ragioni per fuggire a gambe levate da un editore se... è semplicemente questo: non cadete nella trappola dell'editore con il mandolino degli altri, parafrasando un famoso comico genovese, sagacissimo.

L'editore con il mandolino degli altri è colui che semplicemente fa business sfruttando le debolezze altrui.

Non ha davvero un'impresa editoriale, piuttosto una singolare capacità di scaricare tutti i costi della pubblicazione sull'autore desideroso di successo e fama e di soddisfare il suo narcisismo, malattia di cui più o meno soffriamo tutti.

Piuttosto di cedere alle lusinghe di certi editori, io sono giunta alla conclusione che investendo su me stessa occorre che prepari il mio lavoro per qualcosa di solido e importante.

Lo so che è difficile da digerire, che vorremmo tutte e tutti il nostro bel volume pubblicato con su stampato il nostro nome, ma il mercato editoriale non è diverso dagli altri mercati.

Un prodotto va collocato al momento giusto. E qual è il momento giusto per un romanzo?

A questa domanda risponderò un'altra volta, altrimenti questo post diventa più lungo della quaresima!

E voi care Volpi, quali esperienze avete avuto? Ci sono altre indicazioni che possiamo dare per poter detectare anticipatamente un editore che non fa per noi?

 

Questo articolo è stato pubblicato qui

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