Qualche giorno fa Eluana Englaro avrebbe compiuto 40 anni.
E si è tornati – seppur brevemente, sottovoce e in fretta – a discutere sui giusto/sbagliato delle scelte prese dal padre.
Mercoledì scorso a Piacenza è stato nuovamente rappresentato lo spettacolo curato e interpretato da Luca Radaelli con la collaborazione di Beppino Englaro.
Mentre il dibattito sul ‘testamento biologico’ e ‘il fine vita’ lancia proprio in queste settimane alcuni vagiti isolati.
I primi dieci mesi del 2010 sono stati molto silenziosi in proposito. Su Eluana Englaro dopo due anni d’un fitto parlare si è risolto tutto tacendo. Sulle carenze legislative in materia di ‘disposizioni individuali sul fine vita’ sembra essersi aperta una voragine. Chi sa a che punto siamo? Tutti e nessuno. Forse perché il punto è morto, evidentemente.
Il 2010 è sicuramente l’anno di molto altro, per carità.
Ma di quegli interventi normativi che parevano prossimi, ormai dati per fatti, vicini all’ufficializzazione e all’operatività, mentre il corpo di Eluana trascorreva le sue ultime ore respirando; di tutto quel dire, promettere, enumerare, oggi non se ne trovano tracce. Non che le proposte di Legge tenessero conto delle libertà individuali di ogni cittadino, ogni mente, ogni corpo, ogni fede. Ma erano comunque un passo, un movimento, qualcosa. Oggi non abbiamo più neanche quello.
Oggi, il fine vita si risolve esattamente come nei decenni passati. Senza rumore. Affidandosi a personale medico e parenti. Aspettando.
Il 15 novembre, poi, la puntata di ‘Vieni via con me’ con ospiti (tra gli altri) Beppino Englaro e Mina Welby e la nuova mania degli elenchi a rimbalzare e vivere anche dopo i titoli di coda.
“Elenco delle cose di Eluana che i suoi genitori hanno sempre saputo di lei (legge Beppino Englaro)
Il suo desiderio di libertà rispetto a tutto quello che lei avvertiva come violenza. Chi non l’ha mai conosciuta forse non lo potrà mai comprendere
Eluana conosceva nello specifico la condizione che la sorte le ha poi riservato
Il suo “NON A ME, RICORDATEVELO” non poteva non essere rispettato fino in fondo.
Eluana era una giovane consapevole e informata con idee e principi personali molto chiari riguardo la sua vita
Il rispetto verso sé stessi e gli altri era nel DNA di Eluana.
Mai avrebbe voluto vivere senza priva di coscienza e mai avrebbe tollerato la continua profanazione del suo corpo
Noi genitori le abbiamo dato solo voce: se avesse potuto esprimersi, lo avrebbe fatto lei.
Elenco di alcuni principi di diritto sanciti dalla Corte di Cassazione proprio in seguito alla vicenda di Eluana Englaro (leggono Fabio Fazio e Beppino Englaro)